Legittima difesa, un contributo di opacità

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Legittima difesa, regole da ricordare

Le modifiche legislative alle norme sulla legittima difesa non sono ancora legge perché sono state approvate, per ora, solo dalla Camera dei Deputati. Il testo passa ora al Senato e si vedrà se a Palazzo Madama avrà lo stesso percorso. Magari naufragherà. Però tutti ne parlano in questi giorni come se fosse stata approvata una nuova legge. Non è così.

Come è noto il testo approvato modifica non introduce la non punibilità per chi spari ad un ladro che entri in casa sua (e nel suo negozio, o nel suo ufficio, o nella sua auto). Introduce una ulteriore “scriminante”, come si dice nel lessico giuridico: si considera legittima difesa il caso di reazione a una aggressione commessa di notte oppure commessa con violenza, minaccia o inganno.

Sulla introduzione della variante “notte” l’ironia e i commenti in rete e nei bar si sono sprecati.

 

La proporzionalità

Resta il requisito – già previsto nella legge vigente – di proporzionalità tra l’offesa ricevuta e la difesa attuata, ma con un elemento aggiuntivo: il “grave turbamento psichico” causato dall’aggressione subita (dall’aggressore) di notte.

Si dice insomma: se mi entra qualcuno in casa posso avere un grave turbamento psichico che mi induce a sparare anche se magari il ladro è disarmato. Questo turbamento escluderebbe la colpa (e quindi la punibilità).

In ogni caso però, come ha ben spiegato in questa intervista Carlo Federico Grosso, ci dovrà essere un giudice che valuta se il turbamento psichico è stato grave, se avrò fatto bene a sparare, se l’aggressione sia stata davvero commessa con violenza o inganno eccetera.

Norma sostanzialmente inutile

Per usare le sue parole insomma “la norma è sostanzialmente inutile”. Probabilmente anche oggi un giudice, nel valutare se la difesa sia stata legittima, valuta il turbamento psichico dell’aggredito, le circostanze in cui si è verificata l’aggressione eccetera. Non sarebbe d’altra parte sensato stabilire una non colpevolezza assoluta per chi si difende, come propongono per esempio i parlamentari della Lega.

Anche il testo di legge che propongono, che modifica l’articolo 52 del Codice Penale, dice cosa si deve considerare legittima difesa (sul modello francese, dicono i leghisti). Ma anche nel loro caso qualcuno dovrà accertare i fatti. Dunque aprire un fascicolo, un registro degli indagati e così via.

I casi di commercianti o cittadini che hanno sparato ed ucciso i loro aggressori sono in genere usati da parlamentari leghisti e della destra come bandiere per la loro battaglia.

Ma anche su questo fronte i fatti sembrano smentirli: la legittima in questi casi è stata riconosciuta. E si trattava di casi controversi, in cui il “turbamento psichico” non era così chiaro. Altri casi – come ha documentato Il Post – sono finiti ancor prima, con l’archiviazione.

Non è dunque chiaro in che cosa sarebbe “più seria”, come auspicato da Matteo Renzi, la legge appena votata dalla Camera. Per ora quel che è chiaro è che darà altro spazio a chi non l’ha votata, a chi ironizza sui social e a chi pensa davvero che in Italia ci sia un problema di sicurezza. E probabilmente aumenterà la confusione sul tema sicurezza e legittima difesa.

Anche se i dati dicono esattamente il contrario, come si vede nel grafico qui sotto

Legittima difesa ?
I dati sui furti e le rapine

Ma i dati contano sempre meno, evidentemente. Conta la “percezione”.