Le imprese chiedono che la giustizia funzioni

391
La giustizia serve anche alle imprese
Le imprese in forum

Anche le imprese chiedono giustizia.

Una ricerca promossa da LexJus Sinacta e dall’Istituto Tagliacarne ci offre lo spunto per parlare di come i sistemi giudiziari influenzano l’efficienza dei sistemi economici.

Che i contratti tra gli operatori economici siano rispettati e che i diritti delle parti – a partire dal diritto di proprietà – siano assicurati è infatti il primo interesse di un ordinato sviluppo economico.

Per questo l’edizione 2017 del Focus sulle Piccole e Medie Imprese di Lexjus Sinacta ha cercato di offrire un quadro dell’influenza della giustizia sull’economia del nostro Paese. I dati non sono frutto di sondaggi ma di una indagine realizzata su un campione rappresentativo di 1000 piccole e medie imprese italiane.

I dati Ocse

La ricerca parte dalla premessa che già qualche anno fa l’Ocse “ha preso ufficialmente posizione, sostenendo attraverso opportuni studi che il buon funzionamento dei sistemi giudiziari alimenta la competitività e la crescita dell’economia attraverso un maggior grado concorrenza dei mercati, di specializzazione nei settori più innovativi, di sviluppo dei mercati finanziari e del credito, di crescita dimensionale delle imprese”.

Per questo, affermava già l’Ocse, i tempi lunghi della giustizia creano incertezza, producono aumento dei costi per le imprese e riducono la fiducia degli investitori. L’Ocse si soffermava per esempio sulla durata media di un procedimento civile: in primo grado sono 240 giorni nei Paesi OCSE, 107 giorni in Giappone e 564 in Italia. Per arrivare alla fine dei tre gradi di giudizio il tempo medio in Italia arrivava a 8 anni.

Per tornare ai dati di oggi

Il Focus da cui siamo partiti si è dunque soffermato sulle principali inefficienze della giustizia secondo l’opinione delle piccole e medie imprese.

Eccole: difficoltà di recupero di liquidità (55% dei casi), accesso al credito (41,7%), gestione del personale (19,5%).

I settori di committenza pubblica ove si scontano le principali inefficienze sono, per le imprese intervistate, la sanità (60,8%) e l’istruzione (30,8%), evidentemente in ragione dell’entità della spesa che origina da tali comparti.

Per contro, i settori di mercato presso cui le imprese scontano le principali inefficienze sono il commercio (27,9%), il manifatturiero (26,1%), l’artigianato (25,8%) e l’edilizia privata (23,1%).

In quali regioni ci sono le maggiori criticità? La Campania (19,1%), la Sicilia (16,5%) e la Calabria (16,1%), ovvero aree (le prime due con consistente presenza demografica) ad elevato tasso di litigiosità e presenza di organizzazioni mafiose radicate storicamente che operano anche attraverso meccanismi corruttivi.

Il rapporto dice anche molte altre cose, che vedremo in un prossimo articolo su Risorgimento Italiano.

Nel corso della presentazione del rapporto è intervenuto il ministro della Giustizia Andrea Orlando, che ha presentato un rapporto su come sta andando il recupero dell’arretrato nei tribunali italiani.

Orlando ha prodotto una vera e propria classifica stilata su parametri di merito e di efficienza.

Ma soprattutto il ministro ha ribadito: l’efficienza di un tribunale rappresenta un elemento determinante per la crescita del territorio nonché un rilevante stimolo alla crescita del valore economico delle PMI.