Ma cos’è un executive order?

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Executive order: quello di Trump
L'ordine esecutivo di Trump sugli immigrati

Tutti ne parlano da giorni: gli “ordini esecutivi” del Presidente degli Stati Uniti Trump stanno monopolizzando l’attenzione dei giornali di tutto il mondo. In particolare l’ultimo, quello che impedisce l’ingresso sul territorio Usa di immigrati da una serie di Paesi, a partire dalla Siria, per i prossimi tre mesi.

Ma cos’è un executive order?

Non è niente di diverso da un decreto presidenziale, cioè un atto con forza di legge emanato direttamente dal Presidente.

Non è una invenzione di Trump e anzi il suo predecessore Obama è stato spesso aspramente criticato dall’opposizione repubblicana per aver varato molti ordini esecutivi (275, durante il suo mandato).

Un utile articolo di spiegazione della questione ricorda anche che un Presidente molto amato dai Democratici come Roosevelt fece migliaia di executive orders. Anche se in quel caso aveva a che fare con la grande depressione del 1929 e poi con la Seconda Guerra Mondiale.

Il punto importante è che anche i decreti presidenziali sono soggetti alla legge, e questo spiega l’ondata di ricorsi e di pronunciamenti delle corti di giustizia Usa su quel che il Presidente Trump ha firmato.

I decreti presidenziali sono infatti soggetti al controllo del potere giudiziario.

Un interessante articolo del New York Times elenca molti pareri di giuristi. L’argomento principale è che è incostituzionale mettere al bando una intero gruppo religioso o etnico.

Certamente il Presidente ha il potere di impedire temporaneamente o definitivamente l’ingresso negli Usa di singoli individui se ritenuti pericolosi. Al contrario è certamente incostituzionale stabilire che i musulmani o gli iraniani o gli yemeniti, tutti, non possono entrare negli Usa.

“Peggio di Ahmadinejad”

Uno studioso di origine iraniana, cittadino americano (dunque non a rischio) come Vali Nasr ha affermato oggi in una intervista a Repubblica ha definito “instabile” il Presidente Trump, dando così perfettamente il senso di un dilettante al potere, capace di fare scelte sciagurate.

Alla domanda se gli Usa avessero il loro Ahmadinejad, ex presidente iraniano ben noto a Nasr, suo oppositore, Nasr ha risposto che Ahmadinejad “era molto più affidabile”. Può bastare per descrivere Trump.